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Cod Art 0565 | Rev 00 | Data 15 Nov 2012 | Autore: Pierfederici Giovanni

 

   

 

GUIDA AGLI "INTERFERENTI ENDOCRINI" E CAMBIO DI SESSO NEI PESCI

Tags: Endocrin Disruptor, interferenti endocrini, parabeni, inversione sessuale nei pesci, bisfenolo, IPA, Dehp, Pfos, fiume Po, fiume Lambro

Gli interferenti endocrini sono molecole ormai ubiquitarie nell'ambiente. Secondo l'attuale definizione, per interferente o distruttore endocrino, si intende "una sostanza esogena che interferisce con la produzione, il rilascio, il trasporto, il metabolismo, il legame, l’azione o l’eliminazione degli ormoni naturali dell’organismo, responsabili del mantenimento dell’omeostasi e della regolazione dei processi di sviluppo".
Il 23 ottobre 2012, è stato presentato a Roma, nel corso del Convegno "Conosci, Riduci, PREVIENI – L’informazione al pubblico sulle sostanze chimiche" un decalogo per i cittadini sugli Interferenti Endocrini. Il decalogo ha, come obiettivo, quello di informare in relazione ai rischi derivanti dall’esposizione a taluni contaminanti chimici largamente presenti in oggetti di uso quotidiano.
La conoscenza delle fonti di esposizione a tali sostanze e delle possibili alternative esistenti, può contribuire a scelte e comportamenti più consapevoli, con conseguente riduzione del rischio. Inoltre, se conosciamo le singole fonti, possiamo anche limitare la diffusione degli interferenti endocrini nell'ambiente e, in particolare nelle acque. Di certo, i danni all'ambiente saranno inferiori.

Quali sono le fonti responsabili del rilascio degli interferenti endocrini negli alimenti e nell'ambiente? L'elenco è molto lungo: padelle antiaderenti, biberon, tendaggi e tessuti, cosmetici e, purtrobbo, moltissimi alimenti, gli stessi che mangiamo quotidianamente.
La Guida_Decalogo approntata dal Ministero dell'Ambiente, grazie al progetto Previeni iniziato nel 2008, al quale hanno collaborato i ricercatori dell'Istituo Superiore di Sanità (ISS) e della Sapienza di Roma, per quanto utile e lodevole, non contempla purtroppo le molecole nascoste proprio nei cosmetici e negli alimenti; è chiaro che si tratta comunque di un enorme passo avanti e non è escluso che in futuro, siano trattate le altre sostanze non trattate per ovvie ragioni economiche.
I ricercatori dell'ISS hanno scoperto che una percentuale notevole della popolazione italiana, presenta un elevato grado di contaminazione e, in particolari soggetti, residenti in una grande città e con problemi di sterilità (endometriosi), sono stati trovati elevati livelli di bisfenolo A, Dehp e Pfos.

La Guida_Decalogo riporta, in sisntesi, le seguenti fonti di molecole che agiscono o agirebbero come interferenti endocrini:

ABBIGLIAMENTO, MOBILI, ALIMENTI
Composti perfluorati (Pfc) Pfos e Pfoa, usati nei trattamenti idrorepellenti, antimacchia e come ritardanti di fiamma; causano danni al fegato, alla tiroide e alla fertilità.
Fonti di rischio: prodotti ittici, tessuti (abiti, tappeti, moquette, materassi) soggetti a trattamenti idrorepellenti o antimacchia; pentole antiaderenti graffiate; carta oleata per alimenti; popcorn da cuocere con busta (se contenente perfluorati, Pfc); schiume per imbottiture (materassi, sedili auto); vernici per pavimenti.
Riduzione della esposizione: limitare l’uso di abiti con trattamento idrorepellente o antimacchia; sostituire pentole e padelle antiaderenti graffiate con utensili nuovi, meglio in ceramica; nell’uso della carta oleata per alimenti seguire le istruzioni del produttore; verificare la natura dei ritardanti di fiamma usati nelle schiume per imbottiture.

OGGETTI IN PLASTICA MORBIDA
I il plastificante Dehp, impiegato per rendere morbido il pvc, altera la produzione ormonale e diminuisce la fertilità in uomini e donne; altera il metabolismo dei grassi da parte del fegato e predispone a diabete e obesità.
Fonti di rischio: giocattoli; materiali per contenere alimenti (bottiglie usa e getta, pellicole (se in pvc), tappi a corona); oggetti di cancelleria; pavimenti e rivestimenti murari in pvc (con Dehp).
Riduzione della esposizione: evitare ai bambini il contatto con oggetti in pvc morbido contenente Dehp; coprire i pavimenti in pvc con un tappeto in fibra non trattato, se vi sono bimbi che gattonano; non riutilizzare bottiglie usa e getta; usare le pellicole per alimenti seguendo le indicazioni del produttore.

INCENSI, CANDELE, FUMO, GRIGLIATE
Gli IPA (idrocarburi policliclici aromatici), sono genotossici e cancerogeni, aumentano i tumori al seno post menopausa, alla prostata e al polmone nei non fumatori. Riduce il peso dei nascituri.
Fonti di rischio: inquinamento atmosferico; fumo di sigaretta, di cottura, di candela; combustione di incenso.
Riduzione della esposizione: ventilare gli ambienti durante la cottura dei cibi; togliere la parte grassa ai cibi da cuocere; evitare la cottura alla griglia sulla brace; scartare le parti di cibo troppo cotte (inclusi i bordi della pizza).

MOBILI, TESSUTI DA ARREDO, IMBOTTITURE, ELETTRODOMESTICI, POLVERE IN CASA
I Pbde (polibromodifenileteri), usati come ritardanti di fiamma, interferiscono con la funzione endocrina, in particolare tiroidea, alterano lo sviluppo neurologico e neurocomportamentale.
Fonti di rischio: mobili, tende, tappeti, imbottiture in schiume di poliuretano (materassi, sedili delle automobili) Alimenti di origine animale (da capi contaminati); polvere degli ambienti domestici;aApparecchi elettrici ed elettronici prodotti prima del 2006.
Riduzione della esposizione: sostituire gli oggetti contenenti schiume in poliuretano se la fodera è danneggiata; arieggiare e pulire la casa, curare l’igiene e la qualità dei filtri dell’aspirapolvere (scegliere quelli Epa); nella rimozione della moquette isolare l’area di lavoro per evitare la dispersione dello strato sottostante; nell’acquisto di oggetti ignifughi (incluse le schiume "naturali", lattice e cotone) verificare il tipo di materiale impiegato.

BOTTIGLIE E CONTENITORI PER ALIMENTI, BIBERON, APPARECCHI ODONTOIATRICI
Il bisfenolo A (Bpa), usato nelle plastiche per le sue proprietà di trasparenza, resistenza termica e meccanica, altera la funzione tiroidea e dei sistemi riproduttivo, nervoso e immunitario. Dal 2009 è vietato nei cosmetici, dal 2011 nei biberon.
Fonti di rischio: bottiglie e contenitori per alimenti, biberon in policarbonato prodotti prima del 2011; barattoli per alimenti (scatolame con interno bianco); apparecchi odontoiatrici; carta termica degli scontrini.
R iduzione della esposizione: scartare i biberon in policarbonato prodotti prima del 2011; verificare l’idoneità dei contenitori in plastica al contatto con alte temperature (alimenti caldi o lavaggio in lavastoglie); eliminare contenitori in policarbonato usurati; privilegiare frutta e verdura freschi, in luogo di quella in scatola (da lavare prima del consumo).

Come scritto sopra, alcune importanti fonti di interferenti endocrini non sono state riportate: si tratta, sintetizzando, dei parabeni contenuti nei cosmetici e in alcuni prodotti per l'igiene personale. Sono gia disponibili profumi, dentifrici, creme solari ecc...privi di parabeni, attenzione però ai prodotti extra UE, che contengono ancora, quasi nel 100% dei casi, parabeni e altri conservanti.
Muschi policiclici usati al porto di quelli naturali, che hanno costi decisamente maggiori, tra il più pericoloso e da evitare vi è il cashmeron (DPMI).
L'ethhylhexyl-methoxycinnamate e il benzofenone 3, si tratta di sostanze utilizzate come filtri solari, presenti nelle creme solari e soprattutto nei prodotti per le labbra.
Ftalati come il dietilftalato o Dep, usato in profumeria per estrarre le essenze.
L'idrossianisolo butilato (BHA), un antiossidante alimentare che sembra essere leggermente estrogenizzante.
Le molecole di molti pesticidi, erbicidi, insetticidi, fungicidi, nematocidi. Ricordiamo che il glifosato, ancora ampliamente usato anche dalle amministrazioni soprattutto in primavera, per seccare erba e piante ai bordi delle strade (pratica insana e inutile, a meno che non sia impedita la visibilità in prossimità di curve, incroci o rotatorie), è cangerogeno e altamente tossico.
Molti cibi noti per essere particolarmente grassi (tonno, sgombro, anguilla, pesce spada, salmone, latticini ecc..), possono accumulare molecole lipofile tossiche che poi sono trasferite, appunto con l'alimentazione, dall'alimento al nostro organismo.

PESCI, COME TI CAMBIO SESSO
Nell'ambiente acquatico, gli interferenti endocrini sono studiati da tempo, ed è l'ecotossicologia che si occupa soprattutto di tali molecole.
Qualche anno fa, uno studio del CNR, rivelò la presenza di Endocrin Disruptor nelle acque del fiume Po. Lo studio è stato fatto dopo che in Europa erano stati segnalati casi di inversione sessuale nei pesci dei fiumi Danubio, Senna, Tamigi e Reno.
I primi ritrovamenti di pesci di acqua dolce con inversione sessuale, avvennero nel 2000 nel letto del fiume Lambro. Si scoprì, praticamente, che i sedimenti del fiume presentavano una rilevante e spiccata attività estrogenica e antiandrogenica contemporaneamente. In altre parole, significa che sono alterate le normali funzioni maschili, con riduzione delle gonadi e alterazione della capacità di produrre spermatozoi vitali.
Ad essere maggiormente colpiti, sebbene tutte le specie di pesci sono sensibili agli interferenti endocrini, sono soprattutto i pesci di fondo, come cavedani, carpe, tinche e barbi.
Tra le sostanze incriminate, ftalati, pesticidi organoclorurati, PCBs, diossine e furani, mentre tra le sostanze sospette vi sono alchilfenoli etossilati, presenti nei detersivi, nelle pitture ad acqua e nei pesticidi.
Il problema è che i pesci, ma anche altri vertebrati (uccelli, rettili e mammiferi) e invertebrati, ricevono tali sostanze gia nella fase embrionale e dunque, nascono soggetti maschi femminilizzati che, sicuramente, non potranno più contribuire a generare prole sana, anzi potrebbero gia essere morti prima che questo avvenga, perchè le stesse sostanze alterano anche il sistema immunitario predisponendo gli individui a malattie varie e alla possibilità di subire un grado maggiore di predazione.

Per chi volesse approfondire l'argomento sui detersivi, consigliamo la guida dell'Environmental Working Group (EWG) statunitense, che nel suo sito ha pubblicato la lista di oltre 2.000 prodotti considerati tossici e cancerogeni. Tra i marchi italiani che figurano nella lista abbiamo: Finish (21% di fosfati fortemente inquinanti), Febreze e Spic e Span spray (contengono composti di ammonio quaternario ed etanolammina), Air Wik e Glade. Vedi Environmental Working Group Cosmetic Data Base.

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SITOGRAFIA